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Quando il regime 74ter impedisce il diritto del cliente alla detrazione dell’Iva: un’altra distorsione che penalizza le agenzie di viaggi

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Il problema introdotto nel titolo è presente strutturalmente nel meccanismo dell’Iva in regime del margine (detto anche “base da base”), quindi teoricamente dal 1979 che è l’anno di introduzione dell’art. 74ter nel DPR 26 ottobre 1972 n. 633, ma i suoi effetti pratici, segnalati nel capitolo da noi redatto all’interno del XII Rapporto sul Turismo 2003, si sono ampliati negli anni a seguito dei seguenti successivi provvedimenti:

a)  il D. Lgs. 23 marzo 1998 n. 56 (art. 1 c.1 lettera h) e il DM 30 luglio 1999 n. 340 (art. 1 p. 3), che introducendo nell’art. 74ter il punto 5-bis hanno esteso il regime del margine alla compravendita di servizi singoli “precedentemente acquisiti nella disponibilità dell’agenzia” cioè, in linguaggio più proprio, acquisiti dall’agenzia in nome e per conto proprio;

b)  la Legge 6 agosto 2008 n. 133 che ha introdotto la detraibilità dell’Iva sugli acquisti di prestazioni alberghiere e di ristorazione per i soggetti con partita Iva (clienti imprese).

L’effetto distorsivo strutturalmente presente nell’Iva 74ter si esplica in particolari situazioni, come quella analizzata dai nostri consulenti Benedetto Santacroce e Franco Vernassa in occasione dell’incontro di ASTOI Confindustria Viaggi con il MEF e l’ADE del 31 gennaio 2007, che riguarda il caso di un operatore italiano che rivende prestazioni alberghiere a un operatore tedesco: l’agenzia italiana deve applicare l’art. 74ter, ma l’operatore tedesco vuole una fattura in regime ordinario al fine di gestire l’Iva “imposta da imposta” come previsto dal suo ordinamento.

Il combinato disposto dei novellati a) e b) produce molto più frequentemente i suoi effetti distorsivi nel lavoro quotidiano di agenzie di viaggi e tour operator. Ogni qual volta, e accade spesso, l’agenzia dettagliante o il cliente finale con partita Iva acquistano un servizio alberghiero da un operatore grossista o consolidatore, anche online (non facciamo nomi, ma li conosciamo tutti), questi emette, correttamente dal suo punto di vista, una fattura in regime 74ter, cioè senza separata evidenziazione dell’imposta. Invece l’agenzia dettagliante o il cliente impresa necessitano di una fattura con evidenziazione dell’Iva, al fine di esercitare il loro diritto alla detrazione ai sensi del novellato art. 19 del DPR n. 633/1972.

Un vero e proprio giallo riguarda poi il trattamento Iva per l’attività di organizzazione di convegni, congressi e simili, cioè il cosiddetto MICE (esclusi i viaggi incentive che contenendo strutturalmente tutti i componenti del pacchetto turistico rientrano chiaramente nel regime 74ter). Leggiamo il punto 8-bis dell’art. 74ter per come novellato dalla L. 244/2007:

“Le agenzie di viaggi e turismo possono, per le prestazioni di organizzazione di convegni, congressi e simili, applicare il regime ordinario dell'imposta. In tali casi le agenzie di viaggi e turismo possono detrarre l'imposta dovuta o versata per i servizi da esse acquistati dai loro fornitori, se si tratta di operazioni effettuate a diretto vantaggio del cliente”.

Tutto chiaro, no? Ai convegni, congressi e simili si applica il regime ordinario e si detrae l’Iva.

No, neanche per sogno. L’Agenzia dele Entrate nel 2015, in risposta a un interpello, dice che si applica il regime 74ter e non si detrae l’Iva. Il perché lo potete leggere in dettaglio nell’allegato articolo dei colleghi dello Studio Cavicchiolo, su cui evitiamo di fare commenti poiché è già sufficiente quello dei Colleghi.

Allegati


ASTOI 31 gennaio 2007 Transazioni di servizi turistici B2B tra tour operator comunitari

ASTOI 31 gennaio 2007_Transazioni di servizi turistici B2B tra tour operator comunitari

CONVEGNI E CONGRESSI in bilico fra Iva speciale e regime ordinario  (Studio Cavicchiolo)

CONVEGNI E CONGRESSI in bilico fra Iva speciale e regime ordinario (Studio Cavicchiolo)

 

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