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Non neutralità dell’Iva 74ter, la storica battaglia contro una distorsione che penalizza le agenzie di viaggi

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Il collega Giulio Benedetti su TTG Italia del 18 settembre 2017 risolleva la questione dell’Iva 74ter, che con la sua aliquota ordinaria del 22% penalizza fortemente le agenzie di viaggi. Figuriamoci poi se tale aliquota dovesse salire al 25% come previsto dalla famosa “clausola di salvaguardia” per il contenimento del deficit di bilancio: un gravame che avrebbe pochi riscontri sia nell’OCSE, dove l’aliquota media è del 19,2%, che nell’UE (aliquota media del 21,7%). Ma perché, a parte l’onere in sé eccessivo che pesa su tutte le attività economiche, l’Iva 74ter penalizza in specifico le agenzie di viaggi?

L’Imposta sul Valore Aggiunto è stata introdotta in Italia con l’ormai celebre DPR 26 ottobre 1972 n. 633. Il regime Iva del margine o art. 74ter è stato introdotto sette anni dopo, vale a dire con il DPR 29 gennaio 1979 n. 24, cui è seguita la circolare esplicativa 24 giugno 1980 n. 30. Noi abbiamo iniziato giusto nel 1981 l’attività di analisi dei processi per la preparazione dei primi software applicativi gestionali per il settore e i software da noi progettati hanno costituito la prima informatizzazione per oltre 1.000 agenzie di viaggi lungo il decennio successivo. Il regime del margine era in quegli anni misconosciuto e in molti casi le agenzie e i loro consulenti lo hanno adottato proprio in occasione dell’arrivo dei nostri software.

In questo percorso abbiamo avuto occasione di analizzarne a fondo tutti i dettagli di funzionamento nelle varie realtà aziendali e quando, all’inizio degli anni 2000, il Prof. Emilio Becheri ci chiamò per redigere alcuni capitoli del suo annuale Rapporto sul Turismo Italiano, ebbimo modo di pubblicare molti pezzi che oggi conservano, ahimé, la loro attualità. In particolare nel XII Rapporto del 2003 sotto il titolo Ostacoli autorizzatori e complessità contabili-fiscali: una distorsione della concorrenza pubblicammo il grafico qui allegato: Iva 74ter_Violazione del principio di neutralità dell'imposta.

Ogni contabile d’agenzia è in grado di intepretare il grafico, che a parole suona così: se lo Stato mi fa pagare l’Iva del 22% (ai tempi era “solo” il 20%) sul mio margine di organizzazione, e se dentro il pacchetto io ho servizi che invece vanno al consumatore finale con l’Iva del 10% (es. trasporti domestici, hotel, ristoranti), o addirittura con Iva a zero (es. musei, spettacoli, ecc.), allora il mio cliente viene caricato del 22% anche su quei servizi che, acquistati direttamente, scontano Iva inferiore o addirittura zero.

Nel caso tipico di un tour operator che programma Mare Italia o Montagna, quindi con un solo servizio ricettivo a catalogo, l’aggravio che pesava sulla filiera tour operator/travel agent era dell’1,5% già quando l’aliquota era al 20% (ora quindi è maggiore). E l’1,5% secondo le analisi del Professor Giorgio Castoldi è quasi l’intero ROS medio (Return On Sales = Utile diviso Vendite) delle nostre imprese.

Questa situazione è inaccettabile in quanto viola due prindipi cardine dell’ordinamento:

sul piano fiscale viene violato il principio di neutralità dell’imposta, che enuncia come l’incidenza dell’Iva sui prodotti che arrivano al consumatore finale debba essere la stessa qualunque sia il canale di commercializzazione;

sul piano commerciale è evidente che il canale del turismo organizzato viene penalizzato economicamente rispetto alla vendita diretta: infatti se voglio mantenere il mio margine netto devo aumentare il prezzo al cliente; mentre se voglio mantenere lo stesso prezzo al cliente devo ridurre il mio utile.

Negli anni successivi abbiamo portato con forza il problema in seno ad ASTOI Confindustria Viaggi, quali responsabili del settore Legale-Fiscale, e di qui con il supporto dei noti esperti Prof. Avv. Benedetto Santacroce e Prof. Franco Vernassa in numerosi incontri al Ministero, a cominciare da quello del 31 gennaio 2007 con l’Agenzia delle Entrate. Come ben spiega Santacroce nell’allegata Proposta per la ventilazione dell'Iva 74ter che nel novembre 2009 sottoponemmo al Ministero, la soluzione corretta sarebbe quella di applicare al margine lordo di ogni pratica in regime 74ter un’aliquota “ventilata”, ossia calcolata come media pesata delle imposte gravanti su ogni singolo servizio componente il pacchetto. Operazione più lunga a dirsi che a farsi, poiché qualunque software gestionale è in grado di svolgere automaticamente il calcolo senza alcun aggravio di lavoro per l’agenzia.

I tecnici del Governo italiano, così sollecitati, portarono il problema a Bruxelles, dove però si scontrarono con il principio comunitario secondo il quale il regime speciale per le agenzie di viaggi sconta l’aliquota ordinaria dei vari Paesi.

Ora Giulio Benedetti, nel frattempo diventato consulente fiscale Fiavet, intende approfittare dell’occasione dei negoziati per l’attuazione della Direttiva UE 2015 n. 2302 per riproporre il problema. Deve essere sostenuto da tutti noi, a difesa delle nostre imprese. 

 

Allegati


Iva 74ter Violazione del principio di neutralità dell'imposta

Iva 74ter Violazione del principio di neutralità dell'imposta

Proposta per la ventilazione dell'Iva 74ter

Proposta per la ventilazione dell'Iva 74ter

Il temuto aumento delle aliquote Iva è un occasione da cogliere

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